D’improvviso, il
treno procedeva in mezzo alla nebbia; le luci sfumavano fino a che erano solo
macchie senza colore; il nonno ebbe un brivido. In fondo al carro, nelle
tenebre, c’era un palcoscenico sul quale c’era un tavolo e sul tavolo un
barattolo pieno a metà di un liquido trasparente, illuminato da un riflettore. Mio
parente guardò intorno a sé e vide acanto una bella donna coi capelli neri e gli
occhi di un profondo blu che lo guardavano sorridenti. Anche lui sorrise. Un
uomo, il quale il nonno riconobbe subito, sorse dal buio e si fermò davanti al
tavolo senza pronunciare una parola, prese una custodia di velluto nero che
portava in tasca e tolse dall’interno una piccola palla di un bianco perlato;
con un ampio gesto la fece vedere a tutti e poi, sempre silenzioso, la gettò nel barattolo.
All’inizio non sembrava che succedesse nulla, ma a poco a poco quella palla
cominciò a cambiare la sua forma ed a crescere. Lentamente, la sua forma rotonda
diventò sempre più allungata fino a che cominciò a dividersi: si sentì un
mormorio, perché allora si poteva riconoscere una sagoma quasi umana.
Blasfemo!—gridò qualcuno—ma quella massa non smetteva di crescere; si formavano
braccia, gambe, dita e, in testa, due ombre segnavano dove sarebbero stati gli occhi.
Il liquido cominciò a traboccarne e, dopo venti minuti circa, dato che non
restava spazio dentro del barattolo, il processo finì: due occhi rotondi e neri
guardavano paurosi attraverso il vetro, aspettando liberarsi di quella prigione
e respirare. Lo spettacolo era angosciante. Olof prese un piccolo martello e ruppe il contenitore con grande
sollievo, interrotto per il russamento della creatura che s’impegnava per
respirare. Mio nonno sentì compassione per quell'essere nudo, tremante,
impaurito, che davanti al pubblico sembrava domandarsi chi fosse e dov’era. Il
pubblico applaudiva e urlava entusiasmato anche se alcuni protestavano contro quell’oltraggio
verso Dio. Mio nonno volse lo sguardo,
—Christina, non applaudire! E' orribile!—urlò;
ma nel carro non c’era nessuno.
Continua…
Una historia extravagante por carlos Olalla se encuentra bajo una Licencia Creative Commons Reconocimiento-NoComercial-SinObraDerivada 3.0 Unported.

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